Avere coscienza di essere creatura

23 Luglio 2008

Nuovo Editoriale

SamizdatOnLine

 

Lottiamo per Eluana, ma il testamento biologico per legge non è la soluzione

Botta e Risposta

22 Luglio 2008

Vito Mancuso

Botta: I due padri di Eluana

Giuliano Ferrara

Risposta: L’esercizio della libertà individuale è il problema, non la soluzione

Il cristiano, uomo «senza patria»

19 Luglio 2008

Clicca sull’immagine per guardare il “flash” di clonline.org

 

Il cristiano, uomo «senza patria» - di Luigi Giussani

Oltre allo spunto dei contributi che avete inviato, come da richiesta, e che sarà rispettato, ce n’è un altro, nel frattempo succeduto, che travolge anche la pertinenza dei vostri fogli e porta in modo suggestivamente drammatico la questione a un livello che noi abbiamo subìto, soprattutto dal ‘68 in poi, specialmente in certi anni, ma senza prenderne coscienza. Il fatto successo è l’incontro col Papa che abbiamo avuto settimana scorsa. A parte l’interesse che il Papa aveva per il Meeting, sul quale voleva da noi qualche apporto o qualche osservazione, la cosa più impressionante di quella conversazione, durata un’ora e mezza, è stata scoprire nel Papa, come persuasione ovvia, come atteggiamento acquisito, quello che almeno due altre volte aveva esplicitato con parole che per noi sono state subito preziose, che ci hanno destato entusiasmo, ma che è come se non vessimo accolto secondo tutta la serietà definitiva con cui il Papa le aveva pronunciate. Mi riferisco innanzitutto a quella frase che poi abbiamo collocato sulla copertina di un Litterae communionis: «Il vostro modo di affrontare i problemi umani è molto simile al mio, anzi, dirò, è lo stesso». E la disse una seconda volta, con gli universitari di Roma, in un raduno a Castelgandolfo. (…) Il Papa, per almeno due o tre volte, ha ripetuto questa identificazione per così dire - del destino della sua figura con il destino della nostra esperienza.

Mentre scendevamo per la colazione (…), parlando del fatto che il malanno della Chiesa è stato quello di introdurre, nel post-concilio, categorie della mentalità laica dominante, per esempio le categorie di «integrista» e di «aperturista», dove solo l’aperturista avrebbe nella società di oggi il diritto a esistere, ha detto: «Esattamente come dicono di me, dicono di voi; definiscono voi così, come definisco- no me così». E ancora: «Dove il Papa viene accolto, venite accolti anche voi». (…) Mentre era ancora seduto, e stava per girarsi sulla sedia per alzarsi, ha detto: «Voi non avete patria, perché voi siete inassimilabili a questa società». Poi ha fatto un momento di silenzio e, quasi mentre si alzava dalla sedia, ha ripetuto questa parola: «Voi non avete patria», in cui era commoventemente visibile la proiezione della sua situazione su di noi. (…) Il che vuole dire: uno che non ha patria è continuamente senza sicurezze umane, senza protezioni, senza soste, sempre in qualche modo attraversando, perciò «contro», ma contro nel senso di attraversando. In fondo in fondo, se mettete insieme queste parole, esse rappresentano la descrizione o la definizione dell’anti-borghese, di ciò che non è borghese, di ciò che non è consolidato socialmente, di ciò che non è established. (…). Ma, dentro a tutto questo, è incosciente ciò che adesso dico essere il primo passo nella comprensione del come mai noi siamo senza patria. Perché, guardate, in fondo in fondo, tutta la nostra attività, da quando è nata Comunione e Liberazione, dal ‘70, specialmente dal ‘73, (…) tutto quello che noi facciamo è per avere una patria, è per avere una patria in questo mondo. Non dico che non sia giusto.

Dico che lo facciamo per avere una patria e che questa patria non l’avremo. «Voi siete senza patria». (…) Siamo andati avanti per dieci anni lavorando sui valori cristiani e dimenticando Cristo, senza conoscere Cristo. Il problema è Cristo, conoscere Cristo. Come dice san Paolo, nel terzo capitolo della Lettera ai Filippesi: «Io, se dovessi mettermi a paragone con voi, starei molto bene, perché sono molto più di voi, sono professore all’università diciamo che per l’età era un Associato, ho superato molto in fretta la prova di Ricercatore, sono diventato, giovanissimo ancora, Associato all’università, so quel che sapete voi e ne so anche molto di più, ho fatto per la mia religione quello che voi non avete fatto, ma tutto questo io ho capito che è sterco di fronte alla conoscenza di Cristo». L’avvenimento cristiano ha questo come suo oggetto, come suo contenuto: la conoscenza di Cristo.

Non è una conoscenza riducibile, sia pure in analogia, allo studio che facciamo dei fossili o di Giulio Cesare. Per questo la parola più giusta è «riconoscimento» di Cristo: perché non si conosce una Presenza, la si riconosce. (…). Non ha patria da nessuna parte nella società di oggi colui che riconosce la presenza di Cristo - una presenza diversa da tutte le altre - nella propria vita, nella trama dei propri rapporti, nella società in cui vive; talmente riconosce questa Presenza che è essa a determinare la modalità di veduta, la modalità di percezione, quindi la modalità di giudizio e la modalità di comportamento. Non ha patria l’uomo che dice: «Dio è un fatto presente, con un nome storico che coglie e tocca fisiologicamente la mia vita, e quindi pretende di determinarla in ogni senso, affinché attraverso la mia vita possa determinare la vita della società».

Costui non ha patria. Fino a quando il cristianesimo è sostenere dialetticamente e anche praticamente valori cristiani, esso trova spazio e accoglienza dovunque.

Ma là dove il cristiano è l’uomo che annuncia nella realtà umana, storica, la presenza permanente la presenza e la presenza permanente di Dio fatto Uno tra noi, oggetto di esperienza (come quella di un amico, di un padre o di una madre), attivamente determinante come orizzonte totale, come l’ultimo amore («Nell’esperienza di un grande amore […] tutto ciò che accade diventa un avvenimento nel suo ambito »), la presenza di Cristo centro del modo di vedere, di concepire e di affrontare la vita, senso di ogni azione, sorgente di tutta l’attività dell’uomo intero, vale a dire dell’attività culturale dell’uomo, questo uomo non ha patria.

Colui che riconosce la presenza di Cristo come fatto presente non è assimilabile a questa società, perchè cambia il modo di affrontare la sua vita

Copyright (c) Avvenire

Don Giussani. La lezione etica di un cristiano «senza patria» - Julián Carrón, Il Giornale - Stralcio della prefazione di Julián Carrón al libro di don Luigi Giussani “Uomini senza patria”.

“No alla condanna a morte di Eluana Englaro”

16 Luglio 2008

Dilagata la mobilitazione per impedire che Eluana Englaro muoia di fame e di sete

 

 

APPELLO DI SCIENZA & VITA:

“NO ALLA CONDANNA A MORTE DI ELUANA ENGLARO”

Le adesioni dovranno essere inviate all’indirizzo mail segreteria@scienzaevita.org o via fax al numero 06/68195205

 

Il Foglio” ha proposto di portare sul sagrato del Duomo di Milano bottigliette di acqua per Eluana. Appuntamento rilanciato dal settimanale “Tempi“. Guarda il Video di Radio Formigoni.

 

APPROFONDIMENTI:

Adesso i giudici fanno pure i medici (precedente post)

Baldassarre: una sentenza “creativa”, che lascia profondi dubbi di incostituzionalità

Per Eluana no a una morte burocratica

Sia che Eluana resti in vita, sia che muoia, suor Albina ha diritto a una risposta

Il Mistero della vita ed il miracolo dell’accoglienza (Video dell’incontro promosso da Comunione e Liberazione e Medicina & Persona)

Movida

11 Luglio 2008

FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL “PARADISO” SENZA CROCIFISSI…

Lloret de Mar come metafora del nostro tempo…

Antonio Socci - “Libero”, 11 luglio 2008

I socialisti di Zapatero hanno annunciato di voler togliere i crocifissi dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in contemporanea con l’assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo giovanile. Dove la discoteca è - come ha spiegato Vittorino Andreoli - la cattedrale pagana di “un grande rito di trasformazione collettiva” che fa dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa “nuova religione” sono noti, con il solito comandamento: “vietato vietare”. La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte, macellata come un agnello? <Continua a leggere>

Gli unti

10 Luglio 2008

Nessun commento! Riporto quanto pubblicato da “Il Riformista” di oggi.

«PURTROPPO HA RAGIONE IL PREMIER»
di Tommaso Labate

«Ancora non ci credo, non posso credere a quello che ho sentito. Andava tutto bene fino al discorso fascistoide di quella lì. Che squallore orribile… Mi sa che purtroppo ha ragione Berlusconi: certa gente è monnezza. Ha capito? Mon-nez-za».

Mattia Stella, il ragazzo biondino che ha presentato la manifestazione di piazza Navona, non riesce a darsi pace. Viene dalla Sinistra giovanile, da molti è considerato vicino sia a Walter Veltroni («Sono stato candidato alla costituente del Pd ma non sono vicino a questo o quel gruppetto», ribatte lui) sia a Oscar Luigi Scalfaro. Ma questo è secondario, oggi.

Mattia è fuori di sé per le parole pronunciate da Sabina Guzzanti dal palco girotondino.

«Quelle volgarità su Ratzinger - dice al Riformista - hanno offeso me e tutti i cattolici. Offendere il Papa vuol dire offendere tutta la comunità che rappresenta. Ma che c`entrava quello sproloquio con la manifestazione? Io non augurerei mai l`inferno neanche al mio peggior nemico».

Mattia ha provato a fermare la Guzzanti. «E sa come mi ha risposto? Mi ha detto: “Ce l`hai con me? Ho aspettato sette ore dietro il palco e ora dico quello che voglio”.

Quella persona pensava di parlare di fronte a delle bestie che non aspettavano altro che essere aizzate. E io che ero un suo estimatore…».

Il racconto del giovane Stella prosegue. La scena si sposta sotto il palco. «Quando le ho detto che aveva trattato tutti i cristiani come una masnada di imbecilli non ha saputo fare altro che rispondermi: “E questo che cazzo c`entra? Io parlo del Papa e dico quello che voglio”. Ho provato a spiegare le mie ragioni ma, purtroppo, con certa gente non si può parlare. Io me ne volevo andare, come possono testimoniare tanti presenti. Mi ha bloccato Lidia Ravera, che mi ha detto “biondino, dove vai?”».

A tratti, la voce di Mattia Stella, ventisette anni, si fa rabbiosa. Il ragazzo biondino sembra addirittura sotto choc. «Se avessi saputo quello che avrebbe detto la Guzzanti, le avrei tirato una sedia in testa pur di non farla parlare. Ma le ha sentite quelle cose che ha detto sulla ministra Carfagna? A parte che si tratta di stupide illazioni, ma come possono parole così schifose uscire dalla bocca di una persona che si dice di sinistra? Comunque, se farà causa a quella signora, il ministro delle Pari opportunità può già contare sulla mia testimonianza in tribunale» Stella non si è pentito di aver presentato la manifestazione di piazza Navona. «Lo scriva che è stata la signora Guzzanti a rovinare una giornata perfetta. A vederla da vicino mi ha fatto davvero paura: sembrava in preda a una specie di delirio di onnipotenza. La verità è che non sa nemmeno che cos`è la libertà di religione, non conosce la Costituzione, è un`ignorante».

Lo sfogo del giovane presentatore non si esaurisce. «Quelli come la Guzzanti? Gente, come si dice a Roma, impaccata di soldi, che può fare e dire quello che vuole in massima libertà perché tanto casca sempre in piedi. Con questo mondo - continua il j`accuse di Stella - io non voglio più avere nulla a che fare». I genitori di Mattia sono stati tra i primi occupanti del Forte Prenestino, storico centro sociale della Capitale.

«Io non vengo dalla bella borghesia romana, sa? Io sono cresciuto in un quartiere popolare, a Tor Pignattara. Quel tanto o poco che ho avuto me lo sono conquistato da solo. Al contrario di quanto è accaduto alla signora Guzzanti, nessuno mi ha regalato niente».

Dalla comica romana al comico genovese. «Di Beppe Grillo sostiene Stella - condivido il 99 per cento delle cose che dice. Purtroppo, nell`un per cento che mi separa da lui ci sono le questioni più importanti. Prenda il Quirinale: in questo momento, il compito più delicato è quello del presidente della Repubblica e Napolitano lo sta svolgendo correttamente.

Quanto al lodo Alfano e al blocca processi, la mia posizione, quella che mi ha spinto in piazza a manifestare, la trovate nell`appello dei costituzionalisti lanciato da Zagrebelsky, Elia, Onida e Pace». Del battesimo di fuoco con la notorietà, a Mattia Stella rimane solo l`amarezza. «Andava tutto così bene… Durante la manifestazione Giovanni Bachelet mi ha scritto per sms “Bravo Mattia”. Stamattina (ieri, ndr) non si sa chi era il più deluso tra me e lui. Basta una sola persona, putroppo, a rovinare un grande evento».

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Un piccolo commento non riesco a tenerlo

… purtroppo le prese di distanza dalla “cacca” gli organizzatori e gli sponsor le hanno riservate solo per Napolitano e Veltroni (amici di merenda quando servono), mentre tutti gli altri all’inferno, tormentati “da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi”…

… che bella compagnia !!!

Guardate cosa diceva (da buddista) lo scorso anno (Maggio 2007) la signora Sabina

Guarda anche “Il taglia e cuci di Wikipedia, su Sabina Guzzanti” dal Blog Settimo Cielo di Sandro Magister

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Adesso i giudici fanno pure i medici

9 Luglio 2008

COMUNICATO STAMPA
9 luglio 2008

CI SONO GIUDICI IN ITALIA CHE VANNO OLTRE IL LORO COMPITO: CREANO E STRAVOLGONO LA LEGGE ANZICHE’ LIMITARSI AD APPLICARLA

La Corte di Appello di Milano ha autorizzato da poche ore la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana Englaro: questa decisione significa morte certa della ragazza per fame e disidratazione, la morte peggiore che possa essere inflitta ad un essere umano
Da medici avevamo già ribadito in precedenza che:

  • non è compito di un giudice stabilire criteri clinici in base ai quali dichiarare non più assistibile un paziente
  • la condizione di “stato vegetativo permanente” non è mai identificabile con uno stato di “coma irreversibile” dal quale si differenzia per la presenza di risveglio spontaneo o stimolato, di attività elettrica cerebrale presente e variabile, di movimenti di apertura degli occhi spontanei o sotto stimolo ambientale
  • in medicina, il giudizio di irreversibilità di una condizione patologica, qualunque essa sia, non è criterio sufficiente per richiedere la sospensione delle cure: con questa sentenza viene data priorità assoluta a una selezione della persona, in base al solo criterio della qualità della vita
  • il paziente in stato vegetativo persistente non è un paziente terminale e per questo è inappropriato e antiscientifico legare la sua “idoneità a vivere” ad una eventuale condizione di reversibilità
  • questa decisione su Eluana è una condanna a morte perpetrata per legge in nome della pietà

OGGI NON POSSIAMO NON DENUNCIARE CHE

  • La sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione a una persona in condizioni generali stabili, in stato di coma permanente da anni, senza l’evidenza di alcun peggioramento clinico che ne indichi l’approssimarsi della fine, è eutanasia (cioè atto dal quale deriva la morte del paziente)
  • Non esiste oggi una legge in Italia che abbia approvato l’eutanasia, la quale neppure è ammessa dal Codice Deontologico della Professione Medica 2006

La decisione della Corte di Appello di Milano, pertanto, è gravissima ed è la dimostrazione - ancora ce ne fosse bisogno - del modo scorretto di operare in questi ultimi decenni di una parte della magistratura italiana, che si arroga il diritto di stravolgere le leggi, addirittura di crearle, come in questo caso, sostituendosi al livello politico di decisioni sulle quali solo le istituzioni specifiche, in rappresentanza dei cittadini, possono pronunciarsi.

Medicina e Persona

Non vogliamo dare giudizi, non vogliamo lanciare omelìe,
ma ci domandiamo: è con queste sentenze che vogliamo costruire la società dell’accoglienza?
E la politica lo ammetta: i malati gravissimi non si possono più assistere?
Un medico che combatte contro “l’eutanasìa passiva di Stato” denuncia - Caro Stato, questo welfare non mi piace! Intervista alla dott.ssa Matilde Leonardi, neurologa, Istituto Besta di Milano

In questi anni Radioformigoni è stata sempre molto attenta agli avvenimenti relativi alle questioni della bioetica. Nostra illustre collaboratrice, Assuntina Morresi, aveva già offerto, nell’ottobre scorso, dopo una sentenza della Corte di Cassazione, una riflessione sul dramma di Luana Englaro e dei suoi cari.
Ve la riproponiamo, essendo ancora di stringente attualità - Nella vicenda di Eluana non è mai esistito un vuoto legislativo. Intervento di Assuntina Morresi, docente di chimica all’Università di Perugia e membro del Comitato Nazionale di Bioetica.

La sentenza

«la dignità della vita non è un valore misurabile»

 Il dramma giuridico di Eluana Englaro, ovvero la ricostruzione di un’ipotetica volontà

Non si può dare la morte sulla base di una presunzione

 

ascolta il commento di Assuntina Morresi del Comitato Nazionale di Bioetica (disattiva Radio Formigoni a pie’ pagina)

 
icon for podpress  Commento di Assuntina Morresi del Comitato Nazionale di Bioetica: Play Now | Play in Popup | Download

Forza Rino

6 Luglio 2008

Clicca sulle immagini

 NON VERGOGNAMOCI DELLA NOSTRA IDENTITA’

Chiedo di ringraziare Dio e la Vergine…

4 Luglio 2008

“Da una donna che hanno tenuta prigioniera ci arriva una piccola grande lezione di libertà. E un invito a cercare il respiro che lega alla vita e a Dio, più delle mille chiacchiere che ci lasciano più soli e più schiavi”

Video delle prime dichiarazioni di Ingrid Betancourt dopo la liberazione (disattiva Radio Formigoni a pie’ pagina)

La fede cristiana ritrovata e il no ad ogni tipo di violenza (aggiornamento 12 - 07 - 2008)

SAFE - Nuovo Sito

30 Giugno 2008

E’ online il nuovo sito

Gli argomenti trattati sono i seguenti:

> Aborto e contraccezione
> Famiglia
> Eutanasia e testamento biologico
> Maternità e parto
> Ru486
> Giù le mani dalle nostre ovaie
> Tecnoscienza
> Questione di genere
> Fecondazione assistita e sterilità
> Recensioni

Senza Voi che deserto !!! Solo grido irrazionale che ha le vibrazioni del moralismo.


la radio sul web di Roberto Formigoni